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CONTRIBUTI FONDO PERDUTO DIGITALIZZAZIONE

Il Decreto Legge "Destinazione Italia" ha previsto la concessione per le Micro e PMI di Voucher a Fondo Perduto di importo non superiore a 10.000 € per favorire la DIGITALIZZAZIONE dei processi aziendali e l'ammodernamento tecnologico.

Per poter procedere alla domanda dei voucher le PMI dovranno attendere l'emanazione del provvedimento direttoriale da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che fisserà le modalità, termini, apertura per la presentazione delle domande, oltreché i requisiti e i moduli per accedere al beneficio, dal momento che la misura massima prevista del bonus è complessivamente di 100 milioni di euro.

L'incentivo a Fondo Perduto riguarderà le seguenti tipologie di investimento: 

  • ACQUISTO DI SOFTWARE;
  • ACQUISTO DI HARDWARE;
  • SVILUPPO DI SOLUZIONI E-COMMERCE;
  • CONNETTIVITA' A BANDA LARGA ED ULTRALARGA;
  • FORMAZIONE DEL PERSONALE NEL CAMPO ICT.

L’acquisto della piattaforma software Q-81 HSE WEB APP, rientra in questa fattispecie di investimento, attraverso il sistema informativo infatti potrete digitalizzare i processi di gestione tipici in materia di sicurezza sul lavoro come ad esempio:

  • la valutazione dei rischi;
  • la gestione della formazione;
  • la gestione della sorveglianza sanitaria;
  • la gestione delle non conformità e della azioni correttive;
  • la gestione degli infortuni e delle malattie professionali.

La domanda voucher digitalizzazione 2017 potrà essere presentata, presumibilmente da gennaio 2017 in poi, inizialmente solo per le micro imprese e PMI residenti nelle 8 Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Per le imprese del Centro-Nord si attende ancora la conferma.

REQUISITI:

Le imprese e le aziende che potranno fare domanda del Voucher da 10.000 euro sono:

  1. Micro, piccola o media impresa (MPMI) indipendentemente dalla loro forma giuridica, nonché dal regime contabile adottato.
  2. Non essere imprese la cui attività sia riconducibili a settori di produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.
  3. Avere sede legale e/o unità locale attiva in Italia (per ora solo nelle 8 regioni del Mezzogiorno) ed essere iscritte al Registro delle imprese.
  4. Non essere sottoposte a procedura concorsuale, fallimento, liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo ecc.
  5. Non essere beneficiarie di altri contributi statali per l'acquisto e servizi concessi dal voucher.
  6. Non essere soggette ad un ordine di recupero dichiarato dalla Commissione Europea per aiuti illegali.

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